interpretazione della ASDA e delle figure di Lissajous
di
Mario Bon
13
giugno 2009
rivista
il 10 novembre 2010 e il 18 maggio 2019
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Per poter attribuire gli eventuali
difetti di riproduzione all’amplificatore piuttosto che alla sorgente o al
sistema di altoparlanti è necessario essere certi della qualità tecnica del
programma musicale. |
ASDA La ASDA calcola alcune quantità caratteristiche del segnale e la distribuzione statistica dell’ampiezza dei file audio in formato CD. Vengono calcolati il valore medio (che dovrebbe essere nullo), Il valore di picco (massimo 32767), il valore RMS ed il fattore di cresta (rapporto tra valore di picco e valore RMS). Il valore RMS di riferisce al segnale applicato ad un amplificatore da 100 watt su 8 ohm pilotato al limite del clipping (40 Volt di picco sul carico). In sostanza si prende il segnale lo si applica all’ingresso di un ampli da 100 Watt/8ohm e si alza il volume in modo che il picco massimo del segnale produca una tensione di uscita pari a 40 Volt. Quindi si misura il valore RMS all’uscita dell’amplificatore sull’intero brano musicale. Se il fattore di cresta del brano musicale vale 14.14 il valore RMS vale 2.83 Volt e l’amplificatore avrà prodotto 1 Watt di potenza RMS (14.14x2.83=40 volt di picco). Se il fattore di cresta è “alto” il valore RMS risulta “basso” e viceversa. In poche parole più il fattore di cresta è basso più potenza si riesce a mandare ai diffusori e tanto più forte questi suoneranno. Un valore di cresta basso è associato a brani musicali con contrasti dinamici limitati. La ASDA indica anche per quanto tempo il segnale supera il 70% della Massima Modulazione Relativa. Se questo tempo è breve (millisecondi) significa che i picchi del segnale sono brevi e, anche se l’amplificatore dovesse clippare, avranno effetti tollerabili (anche se questo dipende da come l’amplificatore gestisce il clipping). Ciò permette di alzare il volume un po’ oltre il limite teorico.
La figura che segue mostra l’analisi di una traccia pressoché perfetta: si noti come il segnale sia concentrato sotto al 3% della Massima Modulazione Relativa che viene raggiunta solo da qualche campione. Il fattore di cresta è alto e l’unico neo è un valore medio diverso da zero che non ha alcun effetto sulla riproduzione (Moussorgsky: Pictures at an Exhibition & Night on Bald Mountain - Lorin Maazel - The Cleveland Orchestra - Telarc CD-80042 - traccia 1). Se tutte le registrazioni fossero così ci sarebbe ben poco da discutere. Lo spettro del segnale è poco più che una curiosità ed è stato introdotto per verificare la presenza di frequenze sub-soniche e l’andamento dello spettro in funzione del genere musicale.
Figura : esempio di ASDA quasi
perfetta.
Si devono distinguere due fenomeni
distinti: da una parte la saturazione dell’amplificatore (che avviene quando si
alza troppo il volume) e dall’altra le saturazioni già presenti nelle tracce
dei CD (che non possono essere eliminate).
Dopo aver analizzato oltre mille
tracce estratte da CD Audio, possiamo distinguere 3 situazioni:
-
tracce
non limitate
-
tracce
stondate
-
tracce
troncate
“Pictures
at an Exhibition” è un esempio di traccia non limitata. Le tracce “stondate” sono quelle limitate ma
che non presentano la tosatura brutale del segnale. Un esempio di traccia
troncata si vede nella figura che segue e ben dimostra cosa si intenda per
segnale appiattito o “troncato” o “sovramodulato”.

Figura:
tipica traccia troncata.
Un modo per distinguere una traccia
“troncata” da una “stondata” consiste nel contare per quante volte viene
raggiunto il valore di massima modulazione (che è una funzione del programma).
Consideriamo le ASDA delle due
tracce che seguono. Entrambe sono sovramodulate. Nella prima troviamo quasi
cinquantasette mila campioni tra l’85 ed il 100% della Massima Modulazione
Relativa che corrispondono a oltre 1 secondo di musica. Di questi diverse centinaia raggiungono il
valore massimo. Questa è una traccia “troncata” e si vede benissimo dalla
figura di Lissajouss.
Nella seconda troviamo ancora un
secondo e mezzo di musica nello stesso intervallo di ampiezza ma solo 3
campioni (tra canale destro e sinistro) che raggiungono il valore massimo
(traccia “stondata”).
Tra i due mali questo appare essere
il minore e, in quanto tale, preferibile. Meglio sarebbe non vedere
sovramodulazioni o limitazioni tanto dell’uno che dell’altro tipo.
Queste analisi non dicono se una
traccia suona bene o male al massimo si potrà dire se una traccia potrebbe
suonare meglio (se non fosse limitata in ampiezza…).
Prima di parlare di “microdettaglio”
o di “microdinamica” (concetti soggettivamente validi) si dovrebbe dare una
occhiata alla ASDA della traccia in
questione. Ove siano presenti limitazioni dell’ampiezza, sovramodulazioni o fattori di cresta minori di quattro, ha
poco senso cercare il pelo sull’uovo. Lo stesso vale per i brani utilizzati per
l’ascolto critico di un impianto stereo.
Per poter attribuire gli eventuali
difetti di riproduzione all’amplificatore piuttosto che ai diffusori è
necessario essere certi della qualità tecnica del programma musicale. La
qualità del programma musicale si valuta certamente “a orecchio” ma non è male
farsi aiutare anche da una ASDA e dalle figure di Lissajouss. Un’ultima
annotazione sul fattore di cresta: il rumore rosa sintetizzato artificialmente
presenta un fattore di cresta tipico di 3.75 quindi un brano musicale con un
fattore di cresta compreso tra 3 e 4 ha le stesse caratteristiche dinamiche del
rumore rosa che si utilizza per fare le misure.
Per i singoli strumenti registrati
in ambienti molto assorbenti si osservano fattori di cresta superiori a 45,
nelle tracce estratte da CD audio il fattore di cresta supera 28 (probabilmente
il massimo teorico è 30). Quando si misurano valori superiori è bene verificare
che non si tratti di una anomalia come accade nell’esempio riportato
nell’ultima figura di questo capitolo.

Figura: traccia “troncata” – il picco massimo viene
raggiunto da molti campioni

Figura: Traccia “stondata” - benché limitata, il picco massimo viene raggiunto solo da 3 campioni.

Figura: un picco anomalo presente in una traccia che falsa il calcolo del
fattore di cresta (Aida - DG) – il picco comprende 6 campioni, dura 136 micro
secondi e non è udibile.
FIGURE DI LISSAJOUS
Le figure di Lissajous sono
utilizzate per rappresentare graficamente la composizione di moti armonici espressa
analiticamente dal sistema:
x = A cos(wt + fase)
y = B
cos(wt)
w rappresenta la pulsazione, t il
tempo, fase rappresenta la differenza di fase tra x e y mentre A e B sono le
rispettive ampiezze. Questo è il caso più semplice che crea una elisse di
semiassi A e B. La figura sarà tutta contenuta in un rettangolo di lati 2A e
2B.
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Figura:
semplici figure di Lissajous |
Se utilizziamo, per x e y, i canali
destro e sinistro di un programma musicale stereofonico la figura di Lissajouss
rappresenterà la funzione parametrica definita dal sistema:
x = canale_Sinistro(t)
y
=canale_destro(t)
e la figura generata sarà molto più
complicata. I valori assunti dal segnale estratto da un CD audio vanno da –32768
a +32767. Dato che una traccia audio contiene milioni di campioni discreti più
che una figura si ottiene una macchia composta da una moltitudine di punti.
Alcune caratteristiche sono comunque riconoscibili. Per prima cosa si vede
immediatamente se il segnale è limitato o sovramodulato.

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Punto |
Canale Sinistro |
Canale Destro |
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A |
Massimo |
Nullo |
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B |
Massimo |
Massimo |
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C |
Nullo |
Minimo |
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D |
Nullo |
Nullo |
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E |
Massimo |
Nullo |
|
F |
Minimo |
Nullo |
Figura e Tabella: Nella figura sono indicati alcuni punti notevoli. La linee blu e verdi indicano i due canali. Se un canale fosse nullo la figura si ridurrebbe a una di queste due linee. Se invece i canali sono identici (traccia monofonica) la figura si ridurrebbe alla diagonale.
La figura che segue rappresenta
6 situazioni: nelle prime tre i segnali rimangono all’interno dei limiti
di Massima Modulazione Assoluta (quadrato rosso). Tecnicamente queste tracce, dal
punto di vista della modulazione (ovvero dell’ampiezza del segnale) sono
corrette. La prima figura assomiglia ad una macchia circolare che indica un ampio effetto stereofonico
(massima entropia). La seconda mostra una macchia allungata lungo la diagonale (canale
centrale dominante). Nella terza l’asse
della macchia non coincide con la diagonale. Ciò significa che il segnale di un
canale è mediamente più ampio dell’altro. La figura rientra comunque nei limiti
di modulazione permessi dal formato CD.
Le successive
tre figure di Lissajous rappresentalo situazioni con un diverso grado di
limitazione dell’ampiezza. Nella quarta figura la modulazione è sfruttata all’
l’85% circa e si capisce che poteva essere sfruttata di più. Nella successiva
la modulazione è sfruttata all’80%: i bordi appaiono appiattiti e manca
continuità con quella “sfumatura” che si vede solo parzialmente
perpendicolarmente alla diagonale. La sesta ed ultima traccia è sovramodulata
(l’ampiezza del segnale eccede i limiti di modulazione fissati per il formato
CD). Per ottenere questo ultimo tipo di figura basta alzare il livello dei
segnali fino a provocare la saturazione del convertitore Analogico/Digitale o
di qualche altro stadio in fase di registrazione.
Se prima
di ascoltare queste sei tracce qualcuno avesse chiesto: quale traccia
“potenzialmente” può suonare meglio? personalmente avrei risposto “una delle
prime tre” . Se invece la domanda fosse stata: quale traccia suona più forte?
la risposta sarebbe stata “una delle ultime due: quella con il valore RMS maggiore.
Ciò non toglie che la prima traccia (tecnicamente corretta) possa riprodurre il
rumore di uno sciacquone mentre l’ultima una bellissima melodia. Questo ancora
non significa che, al lato pratico, una traccia limitata o compressa possa
suonare gradevolmente anche se, per percepire i dettagli di una registrazione,
per prima cosa questi devono essere presenti ed è difficile contestare che, in
una traccia limitata o sovramodulata, almeno una parte di questi dettagli sia
stata cancellata.
Una figura
di Lissajouss si dovrebbe presentare come una macchia, più o meno estesa,
contornata da una corona di punti la cui densità si riduce verso i bordi (senza
mai raggiungerli). La zona sfumata è generata dai picchi di segnale (meno
frequenti). La figura di Lissajouss non mostra molto più di quanto detto. Al
massimo si potrebbe ipotizzare che la prima traccia (macchia circolare)
contenga una quantità maggiore di suono riverberato (sulla base del fatto che
la correlazione tra suono diretto e riflessioni remote tende a scemare).
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Figura: 6 tipi di figure di Lissajous